Ottant’anni di Repubblica: la strada verso la parità passa dall’impresa

Il 2 giugno 1946 le donne italiane votarono per la prima volta. Otto decenni dopo, la PdR 125:2022 offre alle organizzazioni uno strumento concreto per non lasciare incompiuta quella rivoluzione.

Era il 2 giugno 1946 quando, per la prima volta nella storia d’Italia, le donne si recarono alle urne. Con un voto misero la firma sulla nascita di una Repubblica. Ottant’anni dopo, quella firma è ancora incompiuta nei luoghi dove si produce valore: le organizzazioni.

Un anniversario che interroga le imprese

Il suffragio universale del 1946 fu un atto rivoluzionario: milioni di donne, per la prima volta, esercitarono il diritto di scegliere il futuro del Paese. Fu un passaggio di civiltà che segnò, almeno formalmente, la fine di una discriminazione antica.

Eppure, ottant’anni dopo, i dati raccontano ancora una storia di distanza. Il divario retributivo di genere in Italia si attesta intorno al 16% secondo le rilevazioni europee più recenti. La presenza femminile nei Consigli di Amministrazione delle grandi imprese quotate ha registrato progressi, ma nei ruoli esecutivi di vertice il quadro rimane squilibrato. Nelle piccole e medie imprese — il cuore dell’economia italiana — la questione è spesso ancora tabù.

Il 2 giugno 2026 non è solo una data simbolica: è un appello alle organizzazioni perché misurino concretamente quanto del principio di eguaglianza sancito con quel voto si è tradotto in pratiche quotidiane.

Che cosa è la PdR 125:2022

La Prassi di Riferimento UNI/PdR 125:2022 è il sistema di certificazione della parità di genere nelle organizzazioni, introdotto in Italia con la Legge n. 162/2021 e reso operativo attraverso un preciso schema di valutazione. Non è un premio alla comunicazione: è un sistema di misurazione basato su indicatori quantitativi e qualitativi, verificato da organismi di certificazione accreditati.

La norma si applica a qualsiasi tipo di organizzazione — aziende private, enti pubblici, studi professionali, cooperative — indipendentemente da dimensione e settore. Questo la rende uno strumento democratico, adatto tanto alla multinazionale quanto alla piccola impresa familiare.

Perché la certificazione è un atto strategico

La PdR 125:2022 non è solo uno strumento di compliance o di reputazione. Per le organizzazioni che scelgono di percorrere questo cammino in modo autentico, diventa un generatore di valore su più dimensioni.

Accesso ai benefici previsti dalla legge

Le imprese certificate beneficiano di un punteggio premiale nei bandi pubblici e nelle gare d’appalto. L’agevolazione contributiva introdotta dalla Legge 162/2021 rappresenta un concreto vantaggio economico per chi investe nella parità.

Attrazione e retention dei talenti

Le nuove generazioni di lavoratrici e lavoratori scelgono le organizzazioni anche in base ai valori che esse incarnano. Un’impresa certificata invia un segnale chiaro: qui le parole sono seguite dai numeri. Questo si traduce in minore turnover, maggiore engagement, capacità di attrarre profili qualificati in mercati sempre più competitivi.

Migliori performance aziendali

La ricerca accademica e le rilevazioni dei principali istituti internazionali convergono su un dato: la diversità di genere nei team e ai vertici migliora la qualità delle decisioni, la capacità innovativa e i risultati economici. La PdR 125 non è un costo: è un investimento con ritorno misurabile.

Rafforzamento del brand e delle relazioni commerciali

In un ecosistema sempre più attento ai criteri ESG, avere la certificazione di parità di genere rafforza le relazioni con investitori, clienti istituzionali e partner internazionali. Diventa un elemento di differenziazione reale nella catena del valore.

 

“La parità non è un lusso né una concessione: è la condizione perché le organizzazioni esprimano pienamente il loro potenziale.” Principio fondante della PdR 125:2022

Il percorso verso la certificazione

Intraprendere il cammino verso la certificazione PdR 125:2022 richiede metodo, onestà organizzativa e una visione di medio periodo. Non si tratta di colorare un modulo: si tratta di guardare dentro la propria organizzazione con occhi nuovi.

  • Analisi della situazione di partenza (GAP Analysis) : Mappare la situazione attuale rispetto agli indicatori della norma: composizione del personale per genere e livello, politiche retributive, processi di selezione e promozione, strumenti di welfare.
  • Definizione del Piano di Parità di Genere: Identificare gli obiettivi misurabili, le azioni concrete e i responsabili. Il piano non è un documento di facciata: deve essere approvato dalla direzione e integrato nella strategia aziendale.
  • Implementazione e monitoraggio: Adottare le misure individuate, raccogliere i dati, formare i responsabili HR e i manager. Il monitoraggio continuo è parte integrante del sistema.
  • Audit di certificazione: Un organismo accreditato verifica la conformità agli indicatori della norma. La certificazione ha validità triennale con verifiche intermedie annuali.
  • Miglioramento continuo: La certificazione non è un traguardo definitivo: è l’inizio di un processo permanente di miglioramento delle condizioni di equità.

 

Un cammino ancora lungo

Ottant’anni di Repubblica hanno portato conquiste straordinarie: l’accesso delle donne all’istruzione, alle professioni, alle istituzioni. Ma i dati mostrano che la distanza tra il principio e la realtà quotidiana rimane significativa. Il gender pay gap, la minore presenza femminile nei CdA, il peso sproporzionato del lavoro di cura: sono eredità strutturali che nessuna singola norma può risolvere da sola.

La PdR 125:2022 non è la soluzione: è uno strumento. La soluzione è la scelta consapevole, ogni giorno, da parte di chi guida le organizzazioni, di rendere la parità un fatto — non una dichiarazione di intenti.

Conclusione: rendere onore a quella data

Il 2 giugno 1946 le donne italiane votarono per la prima volta. Lo fecero con la consapevolezza di stare costruendo qualcosa di nuovo — una comunità politica fondata sul principio che ogni persona conta allo stesso modo.

Ottant’anni dopo, onorare quella data significa proseguire quel progetto. Non nei discorsi celebrativi, ma nelle scelte organizzative concrete: nei contratti, nelle promozioni, nei salari, nei percorsi di carriera. Significa misurare dove siamo, riconoscere onestamente le distanze, e muoversi con determinazione nella direzione giusta.

La PdR 125:2022 è lo strumento che l’Italia si è data per farlo in modo rigoroso e verificabile. Utilizzarlo è un atto di rispetto verso la storia — e una scelta di futuro.

 

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